Tra documentario e finzione: Irene Dionisio al forte di Mont Dauphine

Da forte militarizzato e mai utilizzato a polo turistico. Il cambio di destinazione del forte di Mont Dauphine, costruito ex nihilo dall’architetto Vauban a partire dal 1693 al fine di prevenire le invasioni dall’Italia delle truppe dei Savoia, è il soggetto di “Quel évenement imprevisible” il  film che Irene Dionisio sta preparando per la sezione artistica di Acteurs Transculturels.

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Il forte si erge sulla piana detta “dei mille venti”, a 1050 metri d’altezza, al centro di una distesa di montagne tra i due ex confini italo-francesi e alla confluenza di Guil e Durance. Mont Dauphin costituisce l’archetipo del forte di montagna, con il suo arsenale, i magazzini per le polveri, le caserme e la chiesa.

«La sua particolarità – racconta Irene Dionisio – sulla quale si basa l’opera che ho prodotto, è quella della inutilizzazione del forte, nel corso degli anni, a fini bellici. Accade, infatti che con il Trattato di Utrecht nel 1713 la Francia abbandona il Piemonte e il confine si allontana verso Est, facendo divenire Briancon la prima città di frontiera».

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Mont-Dauphin non conobbe guerra fino al 1940, circa 250 anni dopo la sua costruzione, quando una bomba italiana lanciata dall’alto per sbaglio distrusse una delle ali dei due arsenali.
«Il suo scopo – spiega Dionisio – come architettura è rimasto sempre concettuale e sulla carta, divenendo a tutti gli effetti una costruzione utopica, priva dello scopo per cui era stata creata.
Ho scelto un linguaggio ibrido tra la ricerca documentaria e la finzione, fondendo passato e presente, reale e surreale durante la narrazione filmica. Mi sembrava il modo più adeguato per descrivere – nel tempo del percorso concesso da Alcotra – un organismo vivente seppur di pietra come il forte di Mont Dauphin».

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L’interesse dell’artista verte sul cambiamento di funzione del luogo e alle sue motivazioni. In una sorta di corto circuito del percorso degli eventi che lo avevano portato a divenire da forte di guerra a polo turistico, a passare da un processo di militarizzazione ad uno di musealizzazione che ne ha variato i flussi vitali.  «Luogo simbolo e centrale nel film è quello dell’ echauguette, il luogo di vedetta nel quale veniva montata la guardia dal soldato preposto, per osservare il confine. Nel corso del piccolo film, Mont Dauphin e il suo forte, sono protagonisti un cambiamento epocale, consumato nel corso degli anni, lentamente e inesorabilmente, in una sorta di grande scherzo del corso degli eventi, dagli esiti beffardi».

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La locandina del film “Quel évenement imprevisible”

Locandina Quel événement imprévisible  WEB

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