Francia-Italia: riapre il Buco di Viso, il primo traforo alpino della storia

La cerimonia di riapertura del Buco di Viso nel 1907 sul versante francese

La cerimonia di riapertura del Buco di Viso nel 1907 sul versante francese

Il Buco di Viso o Buco delle Traversette (Pertuis du Viso in lingua francese, Përtus dël Viso in lingua piemontese) è una galleria scavata nella roccia lunga circa 75 metri che collega l’Italia con la Francia mettendo in comunicazione i territori comunali di Crissolo e Ristolas.

È noto per essere stato il primo traforo alpino della storia e rappresenta una delle più antiche opere di ingegneria civile realizzate in alta montagna.

Quest’anno, e per l’esattezza mercoledì 15 ottobre, questo storico traforo riaprirà. Lo ha annunciato Alberto Valmaggia, assessore allo Sviluppo della Montagna, durante il convegno “Cooperare per Camminare” che si è svolto ieri al Centro Incontri della Regione Piemonte.

Come ha spiegato Valmaggia: “Si tratta di un esempio concreto di quanto si sta facendo per rilanciare la rete escursionistica piemontese, avendo un occhio di riguardo per il valore storico legato a questi percorsi e per il valore che assume la manutenzione degli stessi grazie al lavoro degli operai forestali della Regione e dei volontari che amano la montagna. Inoltre, proprio il tour del Monviso ha aperto alla pratica della montagna-terapia per disabili, con lo scopo di aprire i nostri sentieri a tutti e di renderli ancora più ricettivi anche per le famiglie”.

Tra i prossimi interventi utili a migliorare servizi e infrastrutture della zona montana, una rinnovata classificazione degli sentieri, frutto del lavoro puntuale dell’Ipla, la promozione di quei percorsi che rispondono a un’esigenza turistica particolare e di forte richiamo, quale l’escursionismo religioso legato a Superga, Vezzolano e Crea, e la diffusione di quelle misure di sicurezza da cui non è possibile prescindere e che l’escursionista e tenuto a conoscere.

“L’obiettivo che ci poniamo è ambizioso – ha affermato Valmaggia – ma proprio per questo siamo maggiormente stimolati, sapendo che è la strada giusta da percorrere. Stiamo lavorando per cucire i lavori fatti in anni di promozione escursionistica, con lo scopo di portare ai turisti di tutta Europa un sistema integrato in grado di presentare un territorio su cui operano pratiche sostenibili e sane in grado di permettere, al tempo stesso, ricadute economiche importanti”.

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